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RIFIUTI, PAGLIARA ESPULSA DALL’ARO DEL DINARINI PER DIVERGENZE SULL’IMPIANTO DI BIOSTABILIZZAZIONE PROGRAMMATO NELLA PIANA DI ROCCHENERE

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Quattro Comuni della Valle del Dinarini (Roccalumera, Furci, Pagliara e Mandanici) avevano costituito l’Area di raccolta ottimale (Aro).  Si contava di essere operativi ed efficienti sin dal primo gennaio 2014. In fase preliminare era stata prevista una spesa massima complessiva di 5mila euro, ripartita tra i Comuni componenti, sulla base proporzionata del numero degli abitanti. Il primo obiettivo era la raccolta differenziata dei rifiuti a partire da gennaio. Il che doveva significare, oltre che un abbattimento dei costi del servizio, anche l’eliminazione dei cassonetti dai centri abitati, spesso maleodoranti e traboccanti d’immondizia.

Il ruolo di capofila spettava al Comune di Roccalumera, quello più popoloso, che conta poco più di 4mila e 500 abitanti. Suscitava qualche criticità la scelta dell’ambito territoriale per “valli” e non per “riviera”. La conformazione territoriale avrebbe reso probabilmente più agevole ed economico un consorzio, almeno nella fase di rodaggio, fra i comuni rivieraschi e inoltre si sarebbe potuto coinvolgere l’Unione dei Comuni, piuttosto che costruire ex novo un ente.

Senonché, è scoppiata la bagarre sull’impianto di biostabilizzazione che dovrebbe sorgere a Pagliara, nel territorio della popolosa frazione di Rocchenere, a poche centinaia di metri dal centro abitato di Roccalumera e dal mare, con reciproche accuse fra il sindaco di Roccalumera Gaetano Argiroffi e quelli di Pagliara Domenico Prestipino e Santa Teresa Cateno De Luca, quest’ultimo interessato in quanto il piano dei rifiuti prevede che, dopo Rocchenere il ciclo dovrebbe chiudersi a Santa Teresa nella discarica di Ligoria. Il comune di Roccalumera, fermamente contrario al trattamento dei rifiuti in quella zona,  ha deciso di espellere Pagliara dall’ARO del Dinarini, col consenso di Furci Siculo e Mandanici, che peraltro erano fra i comuni che avevano siglato il protocollo d’intesa per l’impianto su Rocchenere.

Sarebbe opportuno che invece di accusarsi di reticenze in questa o quella riunione o di manie di protagonismo, i nostri amministratori, e i comuni che hanno firmato sono finora ben 11, si sedessero ad un tavolo per discutere per bene della sostenibilità ambientale e l’opportunità economica di un impianto di quella portata nella piana di Rocchenere. Sono comunque già sorti alcuni comitati di cittadini, non solo di Rocchenere, decisi ad opporsi per tutelare la propria salute e per un diverso tipo di sviluppo nella valle del Dinarini.

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