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“LO STATO RIVELA UN VOLTO CRUDELE PENSANDO CHE IL DISASTRO DELLA SICILIA SIA SOLO RESPONSABILITA’ DEI SICILIANI”. Le dichiarazioni di Crocetta a seguito dell’impugnativa della finanziaria da parte del commissario dello Stato

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Il nostro bilancio è assolutamente in equilibrio, non è stato, infatti, impugnato l’art. 4 relativo alle entrate. Il Commissario ritiene che tutte le entrate debbano servire a ripristinare il fondo distrutto dai precedenti governi. E’ come chiedere a una famiglia che ha accumulato tanti debiti, di rinunciare anche ai soldi per pagare luce, acqua, gas e alimenti, per pagare tutti i debiti del passato. E’ ovvio che i debiti del passato possono essere pagati in modo progressivo, spalmandoli su più esercizi, altrimenti si affoga.

Sono veramente scandalizzato dai discorsi di quelli che, in altri contesti molto antichi, sarebbero stati definiti ‘sepolcri imbiancati’. Sono esattamente coloro che hanno condiviso e sostenuto la responsabilità che ha portato ai disavanzi di bilancio, e oggi vorrebbero fare una
lezioncina morale o improvvisarsi economisti super raffinati.
La manovra 2014 presentata dal governo, è una manovra rigorosissima che taglia ulteriori 400 milioni di euro di sprechi. Con l’impugnativa della finanziaria e il blocco della spesa “si sta uccidendo la Sicilia e la sua autonomia”. Il commissario dello Stato, Carmelo Aronica, ha impugnato il 70% della manovra finanziaria, bloccando tutte le norme di spesa, pari a 500 milioni di euro, confluiti automaticamente nel fondo a garanzia dei residui attivi, crediti difficilmente esigibili.
Si tagliano norme di indirizzo culturale che non costano nulla come quelle sul diritto dei componenti di una coppia di fatto ad assistere il compagno malato in ospedale, contrapponendosi al diritto inviolabile della persona.
ERSU, le università, i consorzi e le accademie. In Sicilia non è più possibile studiare.
Tutti i fondi per tutti i teatri siciliani sono tagliati. La Sicilia non ne ha più diritto. Arpa e non si possono fare controlli ambientali.
Sono tagliati i fondi per i ricoveri dei minori; stiano pure in mezzo alla strada o adottino il modello delle favelas brasiliane o quelli dei bambini rumeni che vivono nelle fogne.
Sono tagliati i fondi per i disabili e per il disagio sociale. Si trasferiscano a dormire nei giardini pubblici.
Sono tagliati i fondi per le IPAB, anziani, malati, orfani e senza parenti troveranno asilo nelle sale di aspetto delle stazioni ferroviarie.
Sono tagliati i fondi per i talassemici.
Sono tagliati i fondi per le riserve naturali e per i parchi. Brucino.
Sono tagliati i soldi per l’EAS ; il personale vada al macello.
I consorzi di bonifica sono tagliati : niente più acqua nelle campagne.
Naturalmente tutti questi tagli vengono giustificati in nome dei forestali assunti negli ultimi 30anni dai governi precedenti e mai dichiarati illegittimi da nessun Commissario dello Stato.

Ci si rende conto ( finalmente !?) che la Sicilia ha assunto troppi precari per cui al macello forestali, lavoratori resais, società nella quale, negli anni sono stati assunti lavoratori dipendenti di società private in fallimento, in contrasto con leggi e la costituzione.
Tutto questo era costituzionale fino al 2012. Dal 2013, con 2 miliardi e mezzo di risparmio, e dal 2014 con 450milioni di risparmio, è diventato incostituzionale. Il popolo siciliano è diventato incostituzionale, quando si impongono a tale popolo tagli indiscriminati, dopo decenni di spese folli. Perche lo Stato non fa lo stesso? Non taglia le partecipate statali? Le super consulenze? Gli stipendi altissimi dei dirigenti pubblici strapagati?

Sono perfino stati tagliati i fondi di sostengo alle associazioni antiracket e antimafia; che chiudano pure, la solidarietà alle vittime della lotta alla mafia diventa superflua. I ciechi e i sordi non hanno diritto di studiare. Sono tagliati tutti i fondi per i musei siciliani. Chiuderanno.
Il governo siciliano non cede e fa la sua battaglia, ma, mai come adesso è necessaria una larga e unita convergenza che faccia uscire la Sicilia dal baratro in cui ci ha trascinato il passato. Si chiede responsabilità a tutte le parti politiche e sociali.
Nessuno pensi di rovesciare sul Presidente della Regione e la sua Giunta la responsabilità di anni di mala gestione. Ho visto perfino cancellare le norme di sostegno alle imprese, o quelle destinate a contenere la rabbia dei poveri e delle categorie svantaggiate, come le misure sulla casa e il sostegno al reddito.

Lo Stato rivela un volto cinico e crudele, pensando che il disastro della Sicilia sia solo responsabilità dei siciliani.
Non è cosi: tanti hanno sbagliato in Sicilia, ma molti hanno condiviso a Roma.
Il velo è caduto: ecco l’unica nota positiva. Ma a questo punto per il disastro paghi chi ha causato e permesso tutto ciò, chi non lo ha combattuto, chi ha fatto finta di non vedere.

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