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TRUFFA DA 175 MILIONI DI EURO ALLA REGIONE SICILIA. SEQUESTRO PREVENTIVO ALLA MULTINAZIONALE GIAPPONESE DEI SERVIZI FINANZIARI NOMURA HOLDINGS

NOMURA

La Guardia di Finanza di Palermo, su disposizione del gip, ha effettuato oggi un sequestro preventivo per 104.534.414 euro nei confronti di Nomura International plc e di altri indagati in solido, nell’ambito di una inchiesta che ipotizza il reato di truffa ai danni della Regione Sicilia.

Lo riferisce una nota delle Fiamme Gialle, aggiungendo che il danno stimato globalmente per la Regione è di 175 milioni di euro, e che nell’inchiesta, condotta dai pm palermitani Daniele Paci e Sergio Demontis, risultano indagati quattro manager di Nomura e tre consulenti palermitani, oltre alla stessa Nomura, come persona giuridica, in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società per illeciti ipotizzati a carico di propri dirigenti.

In particolare, a Nomura sono stati sequestrati beni per 98 milioni di euro, spiega la Gdf. Nomura in una nota dice di essere al corrente del provvedimento emesso dai magistrati siciliani “per operazioni con la Regione fra il 2000 e il 2006″, e dichiara che sta “riesaminando pienamente la vicenda e coopererà con la procura”.

Sono complessivamente sette gli indagati. Si tratta di quattro manager della sede londinese di Nomura: Armando Vallini, Andrea Giordani, Stefano Ghersi e Arturo De Visdomini. Ci sono poi  tre professionisti palermitani: Fulvio Reina e Marcello Massinelli, titolari della società di intermediazioni LM Consulting che stipulò il contratto ai tempi in cui il presidente della Regione era Salvatore Cuffaro, e Marco Modica De Mohac, presidente del Consorzio aziende sanitarie siciliane. Ma gli inquirenti stanno portando avanti un’inchiesta parallela per corruzione che riguarda l’ex governatore, attualmente in cella per scontare una condanna per favoreggiamento aggravato alla mafia.
La truffa riguarda un’operazione di cartolarizzazione dei crediti sanitari e tre complesse operazioni di finanza derivata. L’inchiesta trae origine dall’operazione di cessione dei crediti sanitari per circa 630 milioni di euro  vantati dalle strutture sanitarie siciliane nei confronti della Regione Siciliana. Nella prima fase dell’inchiesta, le Fiamme Gialle palermitane hanno esaminato la vicenda della cartolarizzazione dei crediti per  forniture risalenti agli anni 1995, 1997 e 1998.  L’operazione, in concreto, si e’ realizzata, a partire dal 2002, attraverso la cessione dei crediti da parte dei creditori originari – confluiti nel “Consorzio Aziende Sanitarie Siciliane Srl” – in favore della società “Crediti Sanitari Regione Sicilia S.r.l.” di Milano (c.d. “societa’ veicolo”), emanazione della banca avente sede legale a Londra.

Nell’ambito del contratto è stato  stabilito un  tasso di interesse, assai oneroso rispetto alle condizioni di mercato, che la Regione Siciliana si sarebbe impegnata a pagare alla società. Le indagini tuttora in corso sono finalizzate  anche ad individuare  i referenti politici che hanno portato alla ratifica di quell’accordo svantaggioso per l’amministrazione. L’operazione di cartolarizzazione ha comportato un grave danno patrimoniale per la Regione siciliana, stimato in circa 115 milioni  di euro.

Il secondo filone dell’indagine ha riguardato la ristrutturazione del debito regionale, effettuato attraverso la sottoscrizione di tre contratti aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati  tra  la Regione e la banca Nomura Plc che ha agito sia nel ruolo di consulente (advisor) che in quello di controparte contrattuale. In questo caso il danno subito dalle casse regionali sarebbe di 60 milioni di euro.

Diversi funzionari della banca d’affari sono stati denunciati per l’ipotesi di truffa, delitto  aggravato dalla partecipazione al fatto di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in piu’ di uno Stato. Gli indagati avrebbero maliziosamente taciuto circostanze rilevanti sul contenuto dei contratti tali da indurre in errore i funzionari della Regione sulla convenienza economica dell’operazione.

I riscontri investigativi, sviluppati anche attraverso rogatorie internazionali, hanno accertato che una parte dei profitti illeciti è stata destinata da Nomura PLC a due società off-shore, con sede in Irlanda e nelle Isole Vergini Britanniche, riconducibili a due procacciatori d’affari  palermitani, Marcello Messinelli e Fulvio Reina. In forza di tale contratto, i due professionisti hanno percepito, anche attraverso corresponsioni estero su estero, circa 20 milioni di euro. Una quota dei profitti è stata accreditata presso banche svizzere per essere poi recapitati ai diretti interessati.

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