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ROBERTO ZAPPALA’ E SCENARIO PUBBLICO, LA CULTURA RESISTE A CATANIA

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Amo giocare col potere magico evocativo delle parole, dei nomi, dei luoghi. Coll’apparente casualità dell’esistenza. Ad accogliermi in via del Teatro Massimo 16 a Catania è lei, Maria Inguscio, direttore generale di Scenario Pubblico. Sorriso ammaliante, gli occhi due laghi. E’ lei a raccontare come quel posto agli inizi del ventesimo secolo fosse un capannone dove si disponeva la frutta perché diventasse secca, dentro il guscio, fuori dal guscio. Ancora più preziosa, perché sottratta dalla sapiente arte dei padri al divenire naturale e spontaneo del semplice passare del tempo. Un luogo di trasformazione, Scenario Pubblico, lo è tutt’ora, un luogo dove si trasforma il movimento, lo si colora, lo si profuma e lo si profana, lo si mette in forma, lo si trasporta al di là della forma: si porta il corpo a casa. E’ proprio questa la sensazione che si ha quando si entra nella corte. Un’area familiare, accogliente, un po’ fanée, ti aspetti di vedere uscire la portiera del commissario Maigret, ti aspetti che qualcuno sbirci dietro le tendine di merletto alle finestre. C’è ancora nell’aria il sentore dolciastro e stantio delle cocottes, dei profumi a buon mercato. Si sta bene nella buvette, è lì che prendiamo un caffè anche con Roberto Zappalà, coreografo di fama internazionale, si sta bene perché tutto parla il linguaggio del corpo e il corpo è la misura di tutte le cose, dell’arredamento, dell’architettura, degli spazi, della misura delle sale di prova, delle scale e scalette che collegano le residenze nei vari piani come di un unico corpo pulsante. E’ vero, si respira Francia del nord, Belgio, Germania, New York, ma soprattutto si respira la dolcezza della bellezza, della giovinezza, dell’onestà, della passione e della fiducia. Fiducia nella capacità dei giovani, ce ne sono da tutto il mondo, ma soprattutto nella capacità dei “vecchi” di uscire fuori dal paludamento della propria esperienza e guardare la danza come se fosse la prima volta, come se tutto fosse ancora possibile, col pudore, con la purezza dell’aria che si respira tra via Montevergine e via Purità nel cuore della fondazione di questa città da parte delle popolazioni ioniche nell’ottavo secolo avanti Cristo. E’ questa la Sicilia di Roberto Zappalà e della sua ricerca attraverso la creatività nella danza, è più una ricerca di purezza originaria, potenziale, il corpo poetico, il corpo devoto, il corpo istintivo, è la ricerca degli antichi Greci che pur spinti dalla fame, avevano ancora la capacità di farsi guidare dalla bellezza della purezza per fondare la loro casa.
E ACASA Sicilian Creative Residence è il progetto di residenza coreografica promosso da Scenario Pubblico, un laboratorio creativo rivolto a coreografi impegnati nell’ambito della danza contemporanea ma anche un luogo di divulgazione, di formazione del pubblico. ACASA ha lo scopo di promuovere e sostenere gli artisti durante il periodo di creazione mettendo a disposizione spazi, attrezzature, energie, nonché la possibilità di coinvolgere alcuni danzatori selezionati da MoDem, il corso di perfezionamento della Compagnia Zappalà Danza. Uno degli obiettivi di ACASA è quello di incentivare la presenza della danza creativa e produttiva in Sicilia allo scopo di far crescere una nuova generazione di coreografi, danzatori nonché di formare un nuovo pubblico.
MoDem è il linguaggio che Roberto Zappalà e la sua compagnia hanno sviluppato in venti anni di creazioni. L’animalità del corpo è un elemento essenziale in MoDem. L’idea è che le esperienze quotidiane possono essere da stimolo per un movimento più autentico e onesto. Il MoDem è un linguaggio di esegesi, di disambiguazione. Le giunture, le varie sezioni del corpo, sono selezionate ed elaborate allo scopo di manifestare tutte le infinite possibilità di escursione che gli arti possiedono al loro interno e verso l’esterno e che possono essere esplorate, inventate e demoltiplicate di giorno in giorno. “Mi sento di ‘appartenere’ perché sento di avere dentro di me tutta la storia della mia terra, quella edulcorata e quella livida, le cose belle ma anche quelle negative, i compor tamenti accettabili e anche quelli inammissibili” (RobertoZappalà).
Questa è la fondazione della Compagnia Zappalà che il 29 aprile, Giornata Internazionale della Danza, festeggia i suoi venticinque anni di attività.

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