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LA RIABILITAZIONE EQUESTRE IN PSICHIATRIA

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L’utilizzo del cavallo nella riabilitazione può essere, innanzitutto, un modo per facilitare il coinvolgimento della persona gravata da problemi psichiatrici, poiché può accadere che questa dimostri interesse verso un animale, che in quanto tale non presenta atteggiamenti giudicanti, mentre sia diffidente rispetto alle persone.

Inoltre, la mediazione del cavallo può facilitare l’interazione con gli stessi operatori ed essere la via per iniziare o rafforzare la relazione terapeutica e l’adesione al trattamento.

Non va nemmeno sottovalutato che la riabilitazione equestre si svolge in un ambiente non medicalizzato, diverso dalle abituali comunità, alloggi supportati, centri diurni o CSM, e garantisce anche uno spazio ludico, il che ha una valenza precipua in ambito psichiatrico.

Per questi motivi, la riabilitazione equestre è a mio avviso indicata innanzitutto nei casi di depressione, perché l’interazione col cavallo consente la costruzione di una relazione affettiva, che può essere il primo passo per superare i problemi di affettività tipici della depressione anche rispetto alle persone. Inoltre, montare un cavallo può migliorare l’autostima, anch’essa gravemente compromessa nella depressione, con il vantaggio rispetto alla maggior parte delle tecniche riabilitative, di svolgersi all’aperto, eventualmente in gruppo e con la presenza della famiglia, quindi in un contesto ad elevata partecipazione emotiva.

Per quanto riguarda la depressione, le criticità della riabilitazione equestre possono riguardare i casi più gravi, dove la diffidenza e anche la paura per un animale delle dimensioni e della forza di un cavallo, possono prendere il sopravvento. Queste criticità sono coinvolte a maggior ragione in patologie come i disturbi d’ansia, gli attacchi di panico o dello spettro autistico. In questi casi, può essere importante anche il solo prendersi cura, strigliare, accarezzare, osservare, condurre l’animale mediante la corda, sellarlo, senza necessità di cavalcare. Oppure si possono utilizzare cavalli di dimensioni minori come i Pony.

Più complesso il rapporto fra riabilitazione equestre e schizofrenia. Le persone affette da schizofrenia possono innanzitutto presentare deficit cognitivi, rispetto ai quali la riabilitazione equestre, pur necessitando di memoria, apprendimento e organizzazione, sembra meno incisiva rispetto a tecniche riabilitative più mirate, e lo stesso discorso può essere esteso alle disabilità propriamente cognitive.

Invece, vantaggi simili a quelli per il trattamento della depressione possono esservi quando prevalgono nella schizofrenia i sintomi negativi, tramite lo stimolo dell’affettività e la facilitazione nell’instaurazione della relazione terapeutica.

Ma soprattutto, le persone affette da schizofrenia mostrano difficoltà nella capacità di comprendere l’altro, così come nella relazione con gli oggetti esterni e col proprio corpo, insieme ad una personalità caratterizzata, come molti studiosi riconoscono, da forte narcisismo. Rispetto a ciò, se la riabilitazione equestre può presentare anche dei rischi per l’incolumità degli utenti, che vicino ad un cavallo possono avere reazioni spropositate specie se particolarmente gravi, possiede tuttavia pure importanti vantaggi.

Infatti, la necessità di comprendere come il cavallo si comporta, prevederne le reazioni sia di timidezza sia di stizza, gestirlo e condurlo, può essere utile per la ricostruzione delle capacità empatiche rispetto all’altro da sé.

Inoltre, il movimento e la postura che l’andar a cavallo comporta, impongono al paziente di coordinarsi, di acquisire consapevolezza del proprio corpo, delle sue potenzialità e limitazioni, aiutando a superare le difficoltà di comprensione del proprio sé.

Oltre a ciò, il montare un cavallo permette di scaricare le pulsioni sull’esterno piuttosto che su se stessi, e al contempo necessità del controllo di tali pulsioni, permettendo di limitare il narcisismo sottostante agli stati psicotici e agevolare la ricostruzione di un io in grado di sopportare il contatto con le altre persone nella vita di tutti i giorni.

Per i motivi su esposti, la riabilitazione equestre andrebbe di diritto considerata fra le tecniche riabilitative più efficaci per un corretto trattamento della malattia mentale.

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